Praticavo il BYOD (per merito dei genitori dei miei alunni, come detto anche nel post
Sul BYOD), ma senza sapere che si chiamasse così. Per me il BYOD è
Roberto Bondi dell'USR Emilia Romagna, perché è stato grazie a un suo messaggio su Facebook che ho scoperto questo acronimo. Perciò, quando proprio Roberto Bondi mi ha proposto di fare un contributo per un lavoro collettivo sul BYOD, mi sono sentita onorata.
Da oggi questo nostro lavoro collettivo è on line, qua:
sites.google.com/a/g.istruzioneer.it/byod/home. Titolo:
La classe digitale... fai da te ovvero BYOD Technologies in Italian classrooms un pastiche di Anna Rita Vizzari, Roberto Bondi, Gabriele Benassi, Simone Mazza.
Segnalo contestualmente l'articolo di
Andrea Mameli linguaggio-macchina.blogspot.it/2014/02/byod-sestu-porta-il-tuo-smartphone-in e il meta-articolo di
Paola Limone su
spicchidilimone.blogspot.it/2014/02/byod.
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Una screenshot dal video della mia esperienza.
Notare la lavagna d'ardesia che con me funge da séparé.
Di spostare quella pesante cattedra mi sono stancata. |